Il carretto dei dolci

IL CARRETTO DEI DOLCI di Luigia Pantalea Rovito
Edito: Augh! Edizioni - Pagine: 100

Consigliato a chi vuole lasciarsi ammaliare i sensi e ha bisogno di avere una spinta per realizzare quel sogno che è ricoperto dalla polvere nel proverbiale cassetto.

«Tutti! Anche le caramelle, faceva. Aveva ridotto la cucina grande manco fosse un laboratorio. Hai voglia a dirle "Anselma, pulisci!", niente! Lei ballava in mezzo alla farina, alla cannella, se ne andava in giro tutta ricoperta di miele, che se l'avessero presa le api, neanche il mignolino le avrebbero lasciato; scioglieva zucchero, faceva i leccalecca e i bastoncini, infornava, contava, sfornava e assaggiava ogni cosa. Diceva: "La gente deve comprare solo cose buone, da me". Quando il balletto finiva, si toglieva il grembiule e l'appendeva sulla spalliera della sedia più vicina, si lavava le mani e usciva dalla cucina come se non c'entrasse niente, col caos che lasciava. Ah, era stupenda, zia Anselma! Ti metteva il buonumore solo a guardarla. I bambini del paese le volevano un bene... e pure i grandi, sai? Nessuno resisteva alle sua delizie».

Nicla è una ragazza di 30 anni che si è emancipata fuggendo a gambe levate dal suo minuscolo paese. Per chi abita nelle grandi città è difficile comprendere: in un paese piccolo piccolo tutti ti vedono crescere e tutti sanno tutto di tutti, anche il numero di nèi sul corpo di quel signore che sta passando davanti alla finestra. Capirete bene la voglia di Nicla di star lontano da questa realtà.

Eppure, qualcosa la riporta indietro, e non solo nello spazio.
Tornata a casa per passare un po' di tempo con la madre dopo la morte del padre, riscopre una bellezza chiusa in soffitta da tempo immemore. Dentro ad uno scrittoio, infatti, ritrova le ricette segrete della prozia Anselma. Se non hai saltato la citazione sopra, saprai che Anselma aveva un carretto di dolci col quale rendeva zuccherosi gli animi di tutte/tutti le/i pettegole/i nelle vicinanze.

Penso che l'avrai capito... Nicla si butta nell'impresa per far rivivere quella zia che, proprio come lei, non voleva essere trattata come una "femmina".
A un certo punto, però, suo padre le dice che non deve più andare a scuola, perché è femmina, e non vale la pena che le femmine studino tanto. Resterà a casa, per imparare a cucinare, pulire, cucire e fare tutte le cose da femmine.

Questa frase, in realtà, è rivolta a Nicla perché nonostante il passare delle generazioni, certi comportamenti e pensieri rimangono ben radicati. È soprattutto per colpa del padre che Nicla si allontana il prima possibile dal paese natìo, quel padre autoritario ma per niente autorevole, che le imponeva solo doveri e non le riconosceva mai dei diritti.

Ritornando al presente, Nicla riporta alla luce - e al palato - i dolci della zia, ma con essi, anche ricordi rimasti incastrati nella mente di qualcuno... 
C'è infatti la colonna portante del paese - in ogni piccolo paese ce n'è una, si sa - che da tutta la sua vita è rimasto innamorato della zia Anselma. E così Nicla indossa i panni dell'investigatrice per scoprire una storia d'amore rimasta sepolta da anni e anni.

Il carretto dei dolci mi è piaciuta molto come lettura. Una protagonista in cui mi ci sono ritrovata assai, la voglia di mettersi all'opera in nuovi progetti, la curiosità nello scoprire la vita di parenti vicini che non raccontano nulla della loro intimità.
Il tutto è condito dallo stile ironico dell'autrice, Luigia Pantalea Rovito, che ti trasporta tra le pagine.
Il magnifico esemplare di homo sapiens che mi guardava sembrava appena sceso da un piedistallo. Alto, e vabbè. Spalle larghe, e vabbè. Arruffato al punto giusto, e vabbè. Ma gli occhi! Mai visti di più intensi. Doveva averli ordinati appositamente, nessuno nasce per caso con occhi del genere. Il portatore sano di cotta istantanea se ne stava bello dritto, serio, di provare a sorridere non voleva neanche saperne.

Ma di chi si sta parlando non ve lo dico mica... ordinate la vostra copia! 

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